Storia del Novecento: 1969 – Lo studente cecoslovacco Jan Palach si dà fuoco in Piazza San Venceslao
Jan Palach e il sacrificio politico memoria, dissenso e potere nella Cecoslovacchia del 1969 Il gesto di Jan Palach , compiuto il 16 gennaio 1969 in Piazza San Venceslao a Praga, rappresenta uno degli atti di protesta più radicali e simbolicamente densi della storia europea del secondo Novecento. Studente di filosofia all’Università Carlo IV, Palach si diede fuoco nel cuore della capitale cecoslovacca come estrema denuncia contro la repressione della Primavera di Praga e contro il rapido processo di normalizzazione imposto dall’Unione Sovietica e dai paesi del Patto di Varsavia dopo l’invasione dell’agosto 1968. Il suo sacrificio si colloca all’incrocio tra storia politica, etica del dissenso e costruzione della memoria collettiva, interrogando ancora oggi il rapporto tra individuo e potere, tra violenza simbolica e dominio ideologico. 1. La Primavera di Praga e la frattura delle speranze riformiste La Primavera di Praga aveva incarnato il tentativo più avanzato di riforma del soc...