

1. La Strategia della Tensione Mafiosa (Via dei Georgofili)
L'attentato di Firenze del 27 maggio 1993 segna un salto di qualità (in negativo) nella strategia di Matteo Messina Denaro e dei Corleonesi.
Obiettivo Simbolico: Non si colpisce più solo il "nemico" istituzionale (come Falcone o Borsellino), ma il patrimonio culturale e la popolazione civile inerme. L'obiettivo era ricattare lo Stato per attenuare il regime carcerario duro (41-bis).
Il Costo Umano: La distruzione della famiglia Nencioni e la morte del giovane Dario Capolicchio restano tra le pagine più dolorose della storia repubblicana, evidenziando la totale assenza di codici d'onore millantati dalla mafia.
2. Il Declino dei Grandi Latitanti (Santapaola e Bagarella)
Gli arresti di Nitto Santapaola (maggio 1993) e Leoluca Bagarella (giugno 1995) rappresentano la risposta muscolare e investigativa dello Stato dopo le stragi del '92.
| Soggetto | Ruolo e Significato dell'Arresto | Impatto Criminale |
| Nitto Santapaola | Capo della famiglia catanese, l' "anima imprenditoriale" e urbana della mafia. | Fine di un'era di convivenza e potere assoluto sulla Sicilia orientale. |
| Leoluca Bagarella | Il braccio armato, cognato di Totò Riina, simbolo dell'ala stragista e irriducibile. | Indebolimento definitivo della fazione corleonese e della loro "politica" del sangue. |
3. Considerazioni Critiche
Questi tre eventi mostrano una parabola precisa:
L'Attacco: La mafia tenta di piegare la democrazia con il terrore e le bombe al patrimonio artistico.
La Reazione: Lo Stato, attraverso il lavoro della DIA e dei magistrati, reagisce decapitando i vertici.
Il Risultato: Sebbene la mafia non sia scomparsa, la cattura di figure come Bagarella (responsabile di crimini atroci come l'omicidio del piccolo Di Matteo) ha segnato la fine della strategia delle bombe, costringendo Cosa Nostra a una "sommersione" meno visibile ma non per questo meno pericolosa.
Nota: La ferocia di Bagarella e l'esplosione di Firenze rimangono i simboli di un periodo in cui l'Italia ha rischiato di scivolare in un'instabilità democratica permanente, salvata solo dalla fermezza delle istituzioni e dal sacrificio di civili e servitori dello Stato.


