domenica 1 febbraio 2026

Storia del Novecento: 1982 agguato mafioso al generale e prefetto italiano Carlo Alberto Dalla Chiesa

 



Carlo Alberto dalla Chiesa: Il Generale della Legalità

Il profilo di Dalla Chiesa emerge come quello di un servitore dello Stato atipico e modernizzatore. Prima di essere inviato a Palermo, aveva già dimostrato una straordinaria capacità analitica e operativa nella lotta al terrorismo.

L’innovazione del Metodo

Dalla Chiesa non combatteva solo il crimine, ma ne studiava la struttura. A lui si deve:

  • La creazione del Nucleo Speciale Antiterrorismo, un modello di coordinamento che superava le lentezze burocratiche.

  • L'intuizione che per sconfiggere organizzazioni segrete (come le Brigate Rosse) fosse necessario colpirne la rete logistica e sfruttare la figura dei collaboratori di giustizia.

I Cento Giorni a Palermo: Un Isolamento Annunciato

Nominato Prefetto di Palermo il 30 aprile 1982, Dalla Chiesa si trovò proiettato in una realtà dove la "Seconda guerra di mafia" stava insanguinando le strade. Tuttavia, la sua missione apparve subito minata da un paradosso: gli erano stati promessi poteri speciali che, di fatto, non arrivarono mai in tempo utile.

Le Ragioni dell’Agguato

Cosa Nostra, guidata dall'ascesa brutale dei Corleonesi di Totò Riina, percepì Dalla Chiesa come una minaccia esistenziale per tre motivi:

  1. Conoscenza del territorio: Il Generale aveva già operato in Sicilia negli anni '40 e '60, comprendendo i legami tra mafia e politica.

  2. Attacco ai patrimoni: Aveva intuito che la mafia andava colpita nelle banche e negli appalti.

  3. Il carisma popolare: La sua capacità di parlare alla società civile rischiava di rompere il muro dell'omertà.

La Strage di Via Carini: 3 Settembre 1982

L'attacco fu un'operazione di stampo militare. L'uso del Kalashnikov AK-47, un'arma da guerra, sottolineava la volontà di Cosa Nostra di sfidare apertamente lo Stato.

VittimeRuolo
Carlo Alberto dalla ChiesaPrefetto di Palermo
Emanuela Setti CarraroMoglie del Prefetto
Domenico RussoAgente di scorta

La morte della moglie, Emanuela Setti Carraro, segnò un salto di qualità nella ferocia mafiosa, rompendo anche i finti "codici d'onore" che l'organizzazione millantava di seguire.

Verità Giudiziaria e Ombre Politiche

Le condanne definitive hanno accertato le responsabilità dei vertici della "Cupola" (Riina, Provenzano, Greco). Tuttavia, la storia e la saggistica continuano a interrogarsi sui cosiddetti "mandanti occulti".

"Certe volte mi sembra di gestire la miseria," dichiarò Dalla Chiesa poco prima di morire, riferendosi alla solitudine istituzionale in cui era stato lasciato.

La sua morte spinse il Parlamento ad approvare, in tempi record (soli dieci giorni dopo la strage), la legge Rognoni-La Torre, che introdusse per la prima volta nel codice penale l'articolo 416-bis (associazione a delinquere di stampo mafioso) e la confisca dei beni.

Conclusione

Il sacrificio di Carlo Alberto dalla Chiesa rimane il simbolo di una legalità che non accetta compromessi. Sebbene la mafia abbia vinto la battaglia di via Carini, lo Stato ha trovato in quella tragedia gli strumenti normativi per iniziare, finalmente, a combattere Cosa Nostra come un fenomeno sistemico e non più solo come una questione di ordine pubblico.