domenica 28 dicembre 2025

Storia del Novecento: 1906 nascita della satyagraha


Mohandas K. Gandhi

1906, nascita della satyagraha

Gandhi a Johannesburg e l’origine della nonviolenza politica moderna

Quando la disobbedienza civile diventa metodo: il primo atto pubblico della satyagraha contro una legge coloniale

Nel 1906, a Johannesburg, Mohandas K. Gandhi elaborò e applicò per la prima volta la satyagraha, una forma strutturata di disobbedienza civile nonviolenta. Durante una protesta all’Empire Theatre of Varieties, invitò la comunità indiana a violare una legge discriminatoria e ad accettare consapevolmente la repressione, trasformando la sofferenza in strumento politico¹. Questo evento segna l’origine storica della nonviolenza moderna come metodo di lotta collettiva.

Contesto storico: il colonialismo sudafricano e la legislazione razziale

All’inizio del Novecento, il Transvaal coloniale rappresentava uno dei principali laboratori giuridici della segregazione razziale. Le popolazioni asiatiche erano soggette a norme discriminatorie che limitavano mobilità, lavoro e diritti civili. L’Asiatic Registration Act del 1906 obbligava gli indiani alla registrazione forzata e al rilievo delle impronte digitali².

Dal punto di vista del diritto coloniale, la legge mirava al controllo amministrativo; dal punto di vista politico e simbolico, essa sanciva una gerarchia razziale istituzionalizzata. È in questo contesto che Gandhi individua l’insufficienza delle sole strategie legali e introduce una nuova forma di resistenza civile organizzata.

Dalla “resistenza passiva” alla satyagraha: una svolta concettuale

Fino al 1906, Gandhi aveva definito le sue azioni come resistenza passiva, un termine mutuato dal dibattito politico occidentale. Tuttavia, egli ne riconosce presto i limiti semantici e strategici³. La nuova parola satyagraha, coniata attraverso un concorso promosso dal settimanale Indian Opinion, indica invece:

  • adesione attiva alla verità (satya);
  • fermezza morale e politica (agraha);
  • rifiuto della violenza come mezzo e come fine⁴.

Questa svolta terminologica è cruciale per il SEO semantico: satyagraha non è sinonimo di pacifismo, ma una tecnica politica nonviolenta strutturata, concetto chiave per storici e politologi.

Il 1906 come atto fondativo della disobbedienza civile nonviolenta

Violare la legge, accettare la pena, delegittimare il potere

Durante l’assemblea all’Empire Theatre of Varieties, Gandhi propose un’azione senza precedenti: disobbedire apertamente alla legge coloniale e accettare la punizione senza opporre resistenza. Questo elemento distingue la satyagraha sia dalla rivolta violenta sia dalla protesta simbolica.

L’accettazione volontaria della sofferenza produce una crisi morale del potere: l’autorità è costretta a reprimere cittadini pacifici o a riconoscere l’ingiustizia della norma⁵. La nonviolenza gandhiana si configura così come una strategia di pressione etico-giuridica.

Satyagraha come metodologia politica: struttura, regole, obiettivi

Contrariamente a una lettura riduttiva, la satyagraha non è un ideale astratto, ma una metodologia politica replicabile⁶. I suoi elementi operativi includono:

  • preparazione etica dei partecipanti;
  • trasparenza dell’azione pubblica;
  • disciplina collettiva;
  • rifiuto assoluto della violenza;
  • centralità della responsabilità individuale.

Questi aspetti rendono la satyagraha un precursore dei moderni studi sulla resistenza civile nonviolenta e un modello analizzato nelle scienze politiche contemporanee.

Eredità globale della satyagraha: dal Sudafrica ai movimenti del Novecento

L’esperimento del 1906 rappresenta il prototipo delle successive campagne gandhiane in India, dalla Marcia del Sale alla disobbedienza fiscale. Ma la sua influenza è globale: Martin Luther King Jr., Nelson Mandela e numerosi teorici della nonviolenza hanno riconosciuto in quell’evento sudafricano un riferimento fondamentale⁷.

Oggi, la satyagraha è studiata come tecnologia politica della nonviolenza, rilevante nel dibattito su diritti civili, conflitti asimmetrici e legittimità del diritto.

Perché il 1906 resta centrale nel dibattito contemporaneo

In un contesto globale segnato dal ritorno della violenza politica e dalla crisi delle istituzioni democratiche, il discorso di Gandhi a Johannesburg continua a offrire una chiave interpretativa attuale. La satyagraha mostra come il conflitto possa essere radicale senza essere distruttivo, e come la disobbedienza civile possa rafforzare – e non negare – il diritto.

FAQ – Domande frequenti

Cos’è la satyagraha?
È una metodologia di disobbedienza civile nonviolenta elaborata da Gandhi, basata sull’adesione alla verità e sull’accettazione consapevole della sofferenza.

Quando nasce la satyagraha?
Nel 1906, a Johannesburg, durante la protesta contro l’Asiatic Registration Act.

Perché la satyagraha è diversa dalla resistenza passiva?
Perché è un’azione attiva, organizzata e moralmente vincolante, non una semplice opposizione non violenta.

Note

¹ M.K. Gandhi, Autobiography: The Story of My Experiments with Truth, 1927.
² B. Pachai, The History of the Indian Community in South Africa, 1971.
³ J. Brown, Gandhi: Prisoner of Hope, 1989.
⁴ R. Iyer, The Moral and Political Thought of Mahatma Gandhi, 1973.
⁵ G. Sharp, The Politics of Nonviolent Action, 1973.
⁶ A. Parel, Gandhi’s Philosophy and the Quest for Harmony, 2006.
⁷ M.L. King Jr., Stride Toward Freedom, 1958.



Storia del Novecento: 1905 Albert Einstein pubblica la Teoria della relatività ristretta

1905 – Albert Einstein pubblica sugli Annalen der Physik la Teoria della relatività ristretta.



1919 – L'osservazione della posizione spostata delle stelle durante un'eclissi solare conferma la teoria della relatività di Albert Einstein

L’Eclissi della Meccanica Classica

Dalla Sintesi Cinematica del 1905
alla Validazione Empirica del 1919

Il passaggio dal paradigma newtoniano alla fisica relativistica non ha rappresentato una semplice evoluzione teorica, ma una vera e propria rivoluzione ontologica dello spazio-tempo. Tra la pubblicazione degli Annalen der Physik nel 1905 e la spedizione astronomica di Sir Arthur Eddington nel 1919, la scienza ha riscritto le leggi della causalità e della gravitazione, trasformando la geometria da palcoscenico inerte a protagonista dinamico dell'universo.

1. 1905: L'Annus Mirabilis e la Relatività Ristretta

Nel saggio Zur Elektrodynamik bewegter Körper ("Sull'elettrodinamica dei corpi in movimento"), Einstein risolve l'incompatibilità tra le equazioni di Maxwell e la meccanica galileiana. La Relatività Ristretta (SR) poggia su due postulati audaci:

  1. Principio di Relatività: Le leggi della fisica sono identiche in tutti i sistemi di riferimento inerziali.

  2. Invarianza di $c$: La velocità della luce nel vuoto è costante e indipendente dallo stato di moto della sorgente o dell'osservatore.

Conseguenze Cinematiche e la Rottura della Simultaneità

L'accettazione di questi postulati impone la rinuncia al concetto di tempo assoluto. Fenomeni come la dilatazione dei tempi e la contrazione delle lunghezze cessano di essere distorsioni ottiche per divenire proprietà intrinseche della misurazione tra sistemi in moto relativo.

  • L'Equivalenza Massa-Energia: La celebre formula $E=mc^2$ emerge come corollario della SR, stabilendo che la massa è una forma di energia condensata, riconfigurando radicalmente la fisica nucleare e la cosmologia.

2. Verso la Relatività Generale: Il Principio di Equivalenza

Sebbene il 1905 abbia riformulato la cinematica, restava esclusa la gravità. Einstein intuì che la forza gravitazionale e l'accelerazione fossero indistinguibili (Principio di Equivalenza). Questo portò, nel 1915, alla formulazione della Relatività Generale (GR), dove la gravità non è più una forza a distanza, ma la manifestazione della curvatura dello spazio-tempo indotta dalla massa.

3. 1919: La Prova Cruciale e l'Esperimento di Eddington

La teoria di Einstein prevedeva che la luce, passando vicino a una massa imponente come quella del Sole, dovesse subire una deflessione doppia rispetto a quella prevista dalla gravità newtoniana.

L'Eclissi Solare del 29 Maggio 1919

Sir Arthur Eddington organizzò due spedizioni (a Sobral, in Brasile, e nell'isola di Príncipe) per fotografare l'ammasso delle Iadi durante un'eclissi totale. L'oscuramento del disco solare permise di misurare la posizione apparente delle stelle vicine al bordo del Sole.

  • Il Risultato: Le lastre fotografiche confermarono una deflessione di circa 1,75 secondi d'arco, valore previsto con precisione dalle equazioni di campo di Einstein (contro gli 0,87 secondi della teoria classica).

  • Impatto Mediatico e Accademico: Il Times di Londra titolò "Rivoluzione nella Scienza", trasformando Einstein in un'icona globale e decretando il tramonto definitivo della fisica di Newton per le scale macroscopiche.

4. Analisi Epistemologica: Il Passaggio dal "Vedere" al "Misurare"

ConcettoVisione Newtoniana (Pre-1905)Visione Einsteiniana (Post-1919)
Spazio-TempoAssoluto, rigido, euclideo.Relativo, flessibile, riemanniano.
GravitàForza che agisce istantaneamente a distanza.Effetto geometrico della curvatura.
LuceParticella o onda influenzata solo marginalmente dalla gravità.Segue le "geodetiche" dello spazio-tempo curvo.
CausalitàSimultaneità universale garantita.Definita dal cono di luce locale.

Conclusione: L'Universo come Geometria Dinamica

Il periodo 1905-1919 rappresenta l'arco temporale in cui l'umanità ha appreso che i sensi ingannano: la solidità della materia e la linearità del tempo sono astrazioni di basso livello. Il successo del 1919 non è stato solo una conferma sperimentale, ma la validazione di un nuovo metodo di indagine dove la bellezza matematica e la coerenza logica precedono e guidano l'osservazione empirica. La curvatura dello spazio-tempo rimane oggi la base fondamentale per la nostra comprensione dei buchi neri, delle onde gravitazionali e dell'espansione dell'universo.