mercoledì 31 dicembre 2025

Storia del Novecento: 1912 Eruzione del Novarupta in Alaska


Novarupta 1912:
Anatomia della più grande eruzione del XX secolo

Il 6 giugno 1912 ebbe inizio nella penisola dell'Alaska un evento geologico di proporzioni cataclismatiche che avrebbe ridefinito i modelli della vulcanologia moderna. L'eruzione del Novarupta non fu solo un fenomeno locale, ma un evento di portata globale, classificato con un VEI (Volcanic Explosivity Index) di grado 6.

Sebbene per decenni l'opinione pubblica e la comunità scientifica abbiano attribuito l'evento al vicino Monte Katmai, le indagini successive hanno rivelato una dinamica magmatica molto più complessa e affascinante.

Dinamiche Eruttive e Bilancio Volumetrico

L'evento, durato circa 60 ore, si distinse per una violenza parossistica. Le stime petrologiche e i rilievi sul campo hanno confermato numeri impressionanti:

  • Magma espulso: Tra i 13 e i 15 chilometri cubi.

  • Tephra (ceneri e lapilli): Circa 11 chilometri cubi.

  • Altezza della colonna eruttiva: La nube di cenere raggiunse un'altitudine di circa 20 miglia (32 km), penetrando ampiamente nella stratosfera.

Per contestualizzare l'ordine di grandezza, l'eruzione del Novarupta emise un volume di magma trenta volte superiore a quello dell'eruzione del Mount St. Helens del 1980. Nel secolo scorso, solo l'eruzione del Pinatubo (1991) nelle Filippine ha mostrato volumi comparabili, pur restando leggermente inferiore in termini di massa totale espulsa.

Dispersione Globale e il "Mistero" del Katmai

La nube di cenere, spinta dalle correnti d'alta quota, seguì una traiettoria verso est, saturando l'atmosfera dell'Alaska meridionale e del Canada occidentale. Incredibilmente, tracce di aerosol vulcanico raggiunsero l'Africa il 17 giugno, appena undici giorni dopo l'inizio dell'evento.

Il paradosso dell'identificazione

Un aspetto unico del Novarupta è l'errore di identificazione della sorgente. Poiché il Monte Katmai subì un collasso calderico simultaneo all'eruzione, si ipotizzò che fosse quest'ultimo il centro eruttivo. In realtà, il Katmai collassò a causa dello svuotamento della camera magmatica sottostante, drenata proprio dal condotto del Novarupta, situato a circa 10 chilometri di distanza. Questo fenomeno di drenaggio magmatico laterale resta uno dei casi studio più citati nella letteratura vulcanologica.

La Valle dei Diecimila Fumi: Un'Eredità Geologica

L'eruzione si concluse con l'estrusione di un duomo di lava riolitica, che oggi segna il sito dell'esplosione. Tuttavia, l'impatto visivo più significativo fu la creazione della Valle dei Diecimila Fumi (Valley of Ten Thousand Smokes).

Esplorata nel 1916 dal botanico Robert Griggs per conto della National Geographic Society, la valle si presentava come una vasta distesa di depositi piroclastici ancora caldi, dai quali emergevano migliaia di fumarole. Questi depositi, composti da ignimbrite saldata, hanno offerto agli scienziati l'opportunità di studiare il raffreddamento dei flussi piroclastici massivi in situ.

"Un mondo dove la terra stessa sembrava respirare vapore." — Robert Griggs, 1916.

Conclusioni: L'Importanza del Monitoraggio Subartico

Oggi il sito del Novarupta, protetto all'interno del Katmai National Park and Preserve, rimane un laboratorio a cielo aperto. La comprensione di eventi di magnitudo VEI-6 è fondamentale per la valutazione del rischio vulcanico globale, specialmente per quanto riguarda l'impatto degli aerosol sul clima e la sicurezza dei corridoi aerei transcontinentali.

Tabella Comparativa: Novarupta vs Pinatubo

ParametroNovarupta (1912)Pinatubo (1991)
VEI66
Volume Tephra~11 $km^3$~11 $km^3$
Durata Fase Acuta60 ore9 ore (fase parossistica)
Effetti AtmosfericiGlobali (rilevati in Africa)Globali (calo temperature 0.5°C)

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