Il Sangue di Gennaio
La fine della Rivolta Spartachista e il trauma originario di Weimar
Il 15 gennaio 1919 segna una data spartiacque per la storia europea del Novecento. Con l’assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, la "Settimana di Sangue" di Berlino giungeva al suo tragico epilogo, ponendo fine alla Sollevazione Spartachista. Non fu solo la repressione di un moto insurrezionale, ma l'atto di nascita violento della Repubblica di Weimar, un evento che avrebbe scavato un solco incolmabile tra la socialdemocrazia e la sinistra radicale tedesca.

La scintilla: Il caso Emil Eichhorn
Sebbene le tensioni sociali nella Germania post-bellica fossero al punto di ebollizione, la rivolta fu innescata da un evento amministrativo: la rimozione di Emil Eichhorn, capo della polizia di Berlino e membro della USPD (Partito Socialdemocratico Indipendente).
Il governo provvisorio del cancelliere Friedrich Ebert (SPD) vedeva in Eichhorn un ostacolo alla stabilizzazione del paese. La sua destituzione portò, il 5 gennaio, a una manifestazione di massa che superò ogni aspettativa. Centinaia di migliaia di operai risposero all'appello della Lega di Spartaco, ma quello che doveva essere un atto di protesta si trasformò rapidamente in una rivolta armata non pianificata.

Dal caos alle barricate: Il dilemma di Liebknecht e Luxemburg
Nonostante la storiografia spesso dipinga i due leader come i "registi" del colpo di Stato, la realtà è più complessa. Rosa Luxemburg era inizialmente scettica sull'efficacia di un'insurrezione armata, ritenendo i tempi non ancora maturi e le masse non sufficientemente organizzate.
Tuttavia, trascinati dall'entusiasmo della piazza e dalla determinazione di Karl Liebknecht, i vertici spartachisti decisero di avallare l'occupazione dei quartieri dei giornali e la costruzione di barricate. La città si trasformò in un campo di battaglia urbano, ma i rivoluzionari mancavano di una strategia militare coerente e di un comando unificato.
L'alleanza tra SPD e Freikorps
Di fronte all'impasse e al timore di una deriva bolscevica sul modello russo, il Cancelliere Ebert prese una decisione che avrebbe segnato il destino della sinistra mondiale: affidò al ministro della Difesa Gustav Noske il compito di domare la rivolta con ogni mezzo.
"Qualcuno deve fare il mastino," avrebbe dichiarato Noske, accettando l'incarico.
Poiché l'esercito regolare era in via di smobilitazione e inaffidabile, il governo si appoggiò ai Freikorps: milizie paramilitari composte da reduci della Grande Guerra, profondamente reazionarie, nazionaliste e addestrate al combattimento brutale.
La sproporzione delle forze
Il confronto fu impari. Mentre gli spartachisti erano armati alla leggera e asserragliati in edifici isolati, i Freikorps utilizzarono:
Artiglieria pesante.
Mitragliatrici pesanti.
Lanciafiamme e autoblindo.
La repressione fu sistematica e spietata. Entro il 13 gennaio, le ultime sacche di resistenza furono schiacciate nelle strade di Berlino.

L'esecuzione extragiudiziale: Il martirio di Rosa e Karl
L'atto finale della sollevazione avvenne il 15 gennaio. Liebknecht e Luxemburg, che si erano rifiutati di fuggire dalla città, furono rintracciati in un appartamento nel quartiere di Wilmersdorf.
Portati all'Hotel Eden, quartier generale della divisione a cavallo delle guardie, furono interrogati e torturati. Karl Liebknecht fu portato nel Tiergarten e ucciso con un colpo alla schiena. Rosa Luxemburg fu colpita al cranio con il calcio di un fucile e poi freddata con un colpo di pistola; il suo corpo venne gettato nel Landwehrkanal, dove sarebbe stato ritrovato solo mesi dopo.

L'eredità politica: Una ferita mai rimarginata
La fine della Sollevazione Spartachista ebbe conseguenze sismiche per il futuro dell'Europa:
La frattura della sinistra: Il "tradimento" della SPD, che si era alleata con le forze reazionarie per uccidere i propri ex compagni, creò un odio insanabile tra socialisti e comunisti (KPD). Questa divisione avrebbe impedito un fronte comune contro l'ascesa di Adolf Hitler negli anni '30.
L'ascesa del paramilitarismo: L'uso dei Freikorps legittimò la violenza politica come strumento di governo, fornendo il brodo di coltura per le future SA naziste.
La fragilità di Weimar: La Repubblica nacque nel sangue, percepita dai radicali di destra come un prodotto della sconfitta e dai radicali di sinistra come un regime controrivoluzionario.
Oggi, i nomi di Liebknecht e Luxemburg rimangono simboli di una "rivoluzione tradita", ma la loro caduta segna anche il momento in cui la Germania scelse, tra il rischio del caos bolscevico e il ritorno all'ordine autoritario, una via democratica che si sarebbe rivelata tragicamente precaria.

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